Come tirare e bloccare un cavo d’acciaio
Nei lavori in casa o in giardino, o magari per attività professionali, può sempre capitare di dover tirare e bloccare un cavo d’acciaio. C’è questa esigenza quando, ad esempio, devi montare una recinzione o una rete di confine ma anche se devi stendere i fili per far asciugare il bucato. La cosa importante è capire l’importanza della tensione e del bloccaggio della fune metallica: una volta chiusa, non deve mollare facilmente.
Poi, è chiaro che nel tempo sarà necessario regolare la tensione ma dobbiamo partire dal presupposto che esistono dei sistemi che ci consentono di tirare un cavo d’acciaio e mantenerlo bloccato, in sicurezza. Quali sono questi meccanismi?
Gli strumenti necessari per tirare un cavo
In primo luogo devi considerare la possibilità di lavorare insieme a un’altra persona: semplificherà di molto le operazioni. Poi, per gestire la stesura e la buona tensione di una fune d’acciaio in un contesto di giardinaggio e semplici lavori domestici puoi chiudere la pratica con pochi utensili: i tenditori a occhiello o a gancio (noti anche come turnbuckle), dei morsetti a U per bloccare il cavo, una tronchese adatta a tagliare il cavo d’acciaio.

Due esempi di tiracavi – Fonte Wikipedia
Meglio avere anche una pinza per gestire meglio la tensione e girare il supporto per ottenere la giusta durezza della fune metallica. Tutti gli accessori necessari per tendere un cavo solitamente sono in acciaio zincato, ma puoi utilizzare le opzioni inox per ambienti corrosivi (mare, industrie chimiche) o alluminio per applicazioni leggere.
Scegli tenditori, morsetti e occhielli
Andiamo al sodo: portare in tensione un cavo d’acciaio con i turnbuckle è facile. Quello che serve è un lavoro preliminare per capire quale combinazione scegliere per ottenere il giusto risultato. I tenditori per cavi sono dispositivi usati per mantenere in tensione cavi metallici, funi d’acciaio o tiranti. Servono principalmente in applicazioni strutturali, nautiche, per recinzioni, teloni, tensostrutture e possono avere diverse opzioni:
- Occhio-occhio: hanno due occhielli alle estremità, pratici quando devi collegare due punti fissi.
- Gancio-gancio: invece degli occhi hanno dei ganci, comodi quando devi agganciare e sganciare.
- Occhio-gancio: una via di mezzo, con un occhio da un lato e un gancio dall’altro.
- A forcella: hanno terminali a forma di U con un perno, usati soprattutto in applicazioni pesanti.
- Chiusi: hanno il corpo completamente chiuso, più sicuri perché non rischi che il cavo si sganci.
Il tenditore ha il compito di portare il cavo in tensione. Per bloccare la fune puoi utilizzare i classici morsetti a U – grappette o staffe per cavi – che si chiudono con l’ausilio di due dadi di serraggio. Lo scopo è quello di creare occhielli terminali sui cavi d’acciaio. Il tenditore ha un meccanismo semplice ma efficace, ecco i dettagli.
Come funziona il morsetto dei cavi
Il cavo viene ripiegato su se stesso formando un’asola che può essere rinforzata con un ditale (guardacavo, thimble) che si inserisce all’interno dell’occhiello per proteggerlo dall’usura e dalla deformazione. Poi il morsetto a U abbraccia entrambi i tratti del cavo. Una piastrina metallica con due fori si posiziona sopra.
Due dadi avvitati sulle estremità filettate del morsetto stringono il tutto, bloccando saldamente il cavo. Ci sono anche altri metodi per bloccare i cavi di acciaio: se non hai bisogno di smontarli puoi utilizzare una crimpatrice.
Insieme ai manicotti puoi usare questa pinza per fissare definitivamente le funi metalliche, oppure puoi sfruttare dei morsetti in acciaio inossidabile che si chiudono con una vite o un chiavino esagonale. I morsetti a U però hanno un vantaggio: sono un metodo sicuro e facile da utilizzare anche su grandi spessori.
Come tirare un cavo di acciaio, la guida
In primo luogo devi procurarti tutto il necessario, prendi le misure in modo da acquistare un cavo di acciaio della misura giusta ma anche con un diametro utile a mantenere la tensione e il peso. Srotola il cavo facendolo girare, non tirarlo semplicemente altrimenti si attorciglia. Ora devi preparare la prima estremità:
- Infila il ditale nell’occhiello del cavo di acciaio.
- Se il tenditore ha un anello e non un gancio, il ditale deve essere inserito nell’anello.
- Ripiega il cavo su se stesso facendo passare la coda accanto al tratto vivo.
- Posiziona il primo morsetto a U a circa 1-2 cm dall’estremità della coda.
- La parte a U del morsetto va sul lato morto (la coda), la piastrina sul lato vivo.
- Aggiungi altri 2 morsetti distanziati di circa 6 volte il diametro del cavo
- Stringi i dadi in modo alternato per evitare deformazioni.
Prepara anche la seconda estremità e inseriscila nel secondo occhiello del tenditore. Oppure fissa quest’ultimo all’elemento stabile come, ad esempio, il palo della recinzione. Inizia a tendere il cavo in modo da raggiungere una buona tensione già senza l’ausilio del tenditore che deve essere, in questa fase, completamente aperto. Blocca con sicurezza il cavo stringendo i bulloni dei morsetti. Qui molti sbagliano. Non stringere subito al massimo:
- Dai qualche giro per recuperare il lasco iniziale.
- Controlla che il cavo sia dritto e nella posizione corretta.
- Continua a tendere progressivamente.
- Ogni tanto ferma e controlla i morsetti.
Ora devi chiudere le estremità dei cavi per evitare che si sfilaccino. Puoi utilizzare dei cappelletti di gomma ma per i lavori più sicuri e professionali si utilizzano dei manicotti in acciaio che fungono da terminale e che si chiudono sempre con la pinza crimpatrice dedicata a questo scopo.
Alcuni consigli per tendere e bloccare i cavi
Il primo elemento da considerare: dopo le prime 24-48 ore sotto tensione dovrai ricontrollare la tensione perché il cavo si assesta e i morsetti possono allentarsi leggermente. Poi, è molto importante rispettare la regola che prevede la parte a U del morsetto sul lato morto (la coda), la piastrina sul lato vivo. La ragione è puramente meccanica e riguarda come si distribuiscono le forze e come si danneggia il cavo.
La parte a U del morsetto, quando la stringi, schiaccia e deforma il cavo. I trefoli (i fili intrecciati che compongono il cavo) vengono compressi in modo non uniforme, creando punti di stress concentrato. Questo indebolisce localmente il cavo.
Se metti la U sul lato vivo (quello che lavora sotto tensione), stai indebolendo proprio la parte del cavo che deve reggere tutto il carico. È come segare a metà il ramo su cui sei seduto. La piastrina ha una superficie piatta e più ampia che distribuisce la pressione in modo più uniforme. Non “morde” il cavo come fa la U, lo comprime in modo più dolce. Quindi può stare sul lato vivo senza danneggiarlo troppo.



