Aumento dei costi dell’energia: meglio gas, legna e pellet?
Se vuoi riscaldare casa e risparmiare sul riscaldamento devi fare una buona manutenzione della casa, devi prenderti cura della caldaia e montare le valvole per regolare i caloriferi. Ma non basta questo, non è sufficiente neanche preparare i radiatori per l’inverno quando arrivano i mesi più freddi. La decisione è a monte: meglio il gas, la legna o il pellet? Forse il modo migliore per risparmiare è tornare al camino. Oppure montare una stufa a pellet.

Questa può portare acqua calda in casa. Il gas? Legato a un combustibile che ha i suoi alti e bassi. La buona economia della casa che da costo diventa risorsa passa da scelte profonde e non sempre facili da attivare.
Ecco un confronto pratico e onesto tra tre diverse soluzioni per attivare il riscaldamento in casa, con un occhio di riguardo al risparmio. E con la presa di coscienza che a volte non conviene rivoluzionare l’impianto per riscaldare casa. Ma se stiamo ristrutturando l’immobile, forse, è meglio riflettere su questa soluzione.
Il punto di partenza: i rincari dell’energia
La necessità di effettuare un confronto tra legno, pellet e gas per riscaldare casa nasce da un passaggio chiave: le fonti energetiche sono sempre più care. Le crisi geopolitiche che scuotono il pianeta fanno aumentare i prezzi di tutto ciò che utilizziamo nel nostro mondo per muoverci e riscaldarci. Cosa dobbiamo valutare per chiarire le forze economiche responsabili della spinta verso l’alto delle bollette? In primo luogo abbiamo le tensioni nei punti nevralgici di transito, dalla crisi in Medio Oriente alle rotte nel Mar Rosso o nell’Europa orientale.
Poi c’è l’aumento della domanda globale di gas e infine abbiamo la chiusura nelle misure utili per calmierare i prezzi. Tutte queste condizioni mantengono elevata la volatilità, incidendo sulle bollette domestiche.
Ma anche quelle aziendali, situazione ancora più incisiva dato che in alcuni casi parliamo di cifre importanti. I dati di Altroconsumo sono chiari: una famiglia di 3-4 persone con riscaldamento autonomo, nel mercato tutelato, potrebbe pagare circa 75 euro in più all’anno per riscaldare casa.
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Quale fonte utilizzare per riscaldare casa?
Ne abbiamo citate tre al momento: legno, gas e pellet. Quali sono le caratteristiche di queste soluzioni? Abbiamo punti di forza e difetti da elencare? Anche se esistono opzioni alternative – come la pompa di calore o i sistemi ibridi che includono la suddetta pompa con una caldaia a condensazione a gas, gestiti da una centralina intelligente – il punto di partenza per il riscaldamento casalingo è quello della triade gas, legno e pellet.
Gas
Iniziamo dai vantaggi che non sono da poco: con un impianto di riscaldamento gestito da una caldaia a gas naturale hai zero problemi di gestione di combustibile o stoccaggio. Il riscaldamento è continuo e la produzione di acqua calda per doccia e lavandini vari è immediata. L’assistenza è pressoché immediata e il settore è ben strutturato per aiutarti in ogni passaggio, anche se vuoi cambiare caldaia e scegliere un modello meno inquinante e impegnativo sulla bolletta. Il vero problema del riscaldamento a gas, purtroppo, lo conosciamo.
C’è il peso della materia prima sul bilancio familiare. Il prezzo del gas è soggetto alla volatilità dei mercati internazionali e all’incidenza delle componenti fiscali e degli oneri di sistema sulle bollette. D’altro canto, se vivi in un appartamento, con riscaldamento condominiale, e non hai la possibilità di eseguire in autonomia determinati lavori non hai alternativa: devi solo adoperarti per consumare meno con i termosifoni rimanendo con il gas.
Legno
Iniziamo dalla materia prima per eccellenza, dalla fonte di calore con una tradizione millenaria. Da sempre gli uomini si riscaldano con il legno e per molti non c’è soluzione alternativa: il caldo che sprigiona un tocco di legno nel camino non lo trovi altrove. Ma è chiaro che si tratta di un mezzo poco pratico per riscaldare un appartamento, una casa moderna, una villetta. Il problema è che molti pensano al legno come sinonimo di caminetto o stufa, ma non è così: oggi abbiamo delle modernissime termostufe e dei fantastici termocamini ad acqua che si collegano all’impianto idraulico di casa per alimentare termosifoni o pannelli radianti a pavimento.
Scaldano anche l’acqua sanitaria sostituendo o aiutando la caldaia. Il vantaggio del riscaldamento a legna è il costo vantaggioso della materia prima, collegata a una filiera meno soggetta a speculazioni. Un’abitazione con termostufa avanzata può ridurre in modo sostanziale la spesa annuale rispetto al gas.
Chiaramente l’impegno necessario per adeguare l’impianto e organizzare un’area di stoccaggio per la legna non è un limite indifferente. Molti proprietari di casa devono rinunciare al riscaldamento a legna per questi motivi: non possono fare grandi lavori al momento e non hanno lo spazio per la legna.
Pellet
Qualcuno può giungere alla conclusione tipica: il pellet è una giusta via di mezzo per riscaldare casa, chiaramente se consideriamo i due poli opposti rappresentati da gas e legna. Stiamo sempre parlando di un sistema che sfrutta l’efficienza della biomassa senza rinunciare alla comodità di un impianto elettronico programmabile.
Il pellet non deve essere gestito come il pezzo di legna perché c’è una centralina interna che regola ogni passaggio, e non impegna gli spazi di casa come i tronchi. Puoi scegliere tra stufe che mandano calore nella stanza in cui si trovano grazie a un ventilatore frontale, oppure ci sono quelle che raggiungono anche stanze vicine grazie alle condutture. La vera rivoluzione è la stufa che si sostituisce alla caldaia collegandosi all’impianto idraulico di casa.
Scalda l’acqua nei termosifoni o nei pannelli del pavimento e genera acqua calda sanitaria. Anche in questo caso abbiamo dei vantaggi in termini di spesa media per la materia prima: i rialzi stagionali del pellet ci sono, ma in ogni caso questa stufa – in linea di massima – produce calore a un costo inferiore a quello del gas naturale. I difetti: devi sempre poter gestire questi sacchi di pellet che impiegano un po’ di spazio in casa e devi fare una buona manutenzione degli impianti.
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Quindi, cosa scegliere: gas, legna o pellet?
Se dobbiamo guardare solo il rapporto tra riscaldamento e prezzo, la sfida viene vinta dalla legna perché è una materia prima non soggetta a speculazioni di mercato. O almeno non come quelle del gas naturale dato che puoi accorciare la filiera di approvvigionamento con dei fornitori locali. D’altro canto, questa condizione esige un impegno costante da parte tua sia per adeguare l’impianto che per gestire le scorte di legna.
Per dare una sintesi utile, possiamo dire che la legna è perfetta se hai spazio a disposizione per immagazzinare, fornitori a buon prezzo e la possibilità di attivarti nella gestione manuale dei vari passaggi. Il pellet è il punto d’incontro tra bolletta meno impegnativa e la gestione comoda del sistema, mentre il gas resta ancora la scelta adeguata per chi non vuole (o non può) impegnarsi troppo con lavori strutturali per cambiare sistema.