Cos’è un fusibile e a cosa serve
Questo è uno dei pilastri di qualsiasi circuito elettrico, di ogni passaggio in cui c’è il rischio di avere un aumento di calore: il fusibile. Ovvero, un elemento che permette di tutelare i circuiti da eventuali sovraccarichi e cortocircuiti che potrebbero danneggiare la struttura. Questa è la definizione semplice, in realtà il fusibile è molto di più.

Certo, non dal punto di vista strutturale dato che, nella maggior parte dei casi, è una semplice striscia o un filo di metallo protetto da una struttura trasparente. Però la presenza di questo elemento può essere fondamentale per evitare danni maggiori. Ma quali sono questi pericoli che puoi scongiurare? E a cosa serve questo fusibile? Scopriamo di più.
Cos’è un fusibile elettrico, definizione
Il fusibile è un dispositivo di sicurezza che tutela i circuiti dai danni collegati a sovracorrenti come i già citati casi di sovraccarichi e cortocircuiti. Questo elemento è realizzato da una cartuccia in materiale isolante come vetro, ceramica o porcellana. Questa struttura viene attraversata da un filo conduttore che trasporta la corrente.
Una corrente che attraversa il circuito anche grazie al collegamento del fusibile che è delicato e sensibile al calore. Non a caso però: questa sua debolezza è parte integrante del suo obiettivo. Sembra strano ma un circuito elettrico, per essere sicuro, deve avere questo componente che ha il dovere di vigilare sulla stabilità generale.
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Come è fatto e dove si inserisce?
Molto dipende dal tipo di fusibile utilizzato. Anche se, in estrema sintesi, un fusibile è molto semplice nella sua costruzione ma, al tempo stesso, è anche affidabile. Fondamentalmente è composto da un filo o una lamina metallica sottile in lega di stagno o piombo, zinco, argento, rame. La scelta non è casuale, dipende dalla corrente che deve gestire ma il materiale ha un punto di fusione sempre basso. L’involucro può essere di vetro e cilindrico, in ceramica o plastica: sempre una soluzione isolante. Serve sia a proteggere il filo che a contenere l’eventuale scintilla quando si fonde.
I cappelletti o le linguette metalliche alle estremità sono i contatti che collegano il tutto al portafusibile e al circuito. Per inserirli devi spingere proprio questi elementi negli alloggi predefiniti. Non ci vogliono attrezzi specifici per i fusibili comuni, basta avere solo un sostituto. E magari un paio di cacciaviti per aprire eventuali coperchi di protezione.
Perché è così importante?
Iniziamo dalla base: se il fusibile manca o è già fuso, il circuito non si chiude e l’elettricità non passa. Quindi c’è qualcosa che non si avvia o non funziona. Poi, il fusibile è importante perché è l’elemento sacrificale che protegge tutto il resto – cavi, apparecchiature e soprattutto persone – dai danni causati da sovracorrenti.
Quando passa troppa corrente in un cavo ci possono essere rischi per la tua sicurezza. Se la corrente è abbastanza alta e dura a lungo, il cavo può prendere fuoco bruciando l’isolamento e propagando le fiamme. Il fusibile si sacrifica prima che questo accada. Se proprio non vogliamo arrivare a questo epilogo tragico, ricordiamo che il fusibile si fonde prima che il danno si propaghi a dispositivi che costano molto più di questo elemento di sicurezza.
Come funziona un fusibile nel circuito?
La base: un circuito per funzionare deve essere chiuso. Se c’è un’interruzione – tipo un interruttore aperto o un filo staccato – il flusso si blocca e il circuito non procede. Il principio di funzionamento del fusibile è semplice.
Quando la corrente supera un valore prestabilito, il filamento metallico si surriscalda e si fonde, interrompendo il circuito e prevenendo danni maggiori agli apparecchi collegati. Il fusibile, quindi, si sacrifica per evitare che si guastino componenti più costosi, agendo come punto debole intenzionale del sistema elettrico.
Tipi di fusibili più diffusi sul mercato
Come puoi ben immaginare, esistono decine di fusibili differenti per gli usi più disparati. La prima distinzione che facciamo riguarda la portata: ci sono i modelli rapidi (F) che fondono quasi istantaneamente quando superi la corrente nominale. Questi fusibili vengono utilizzati per proteggere componenti delicati come i semiconduttori.
Poi ci sono i ritardati o lenti (T) che tollerano brevi picchi di corrente ma si fondono se il sovraccarico persiste. Torniamo sul versante opposto: gli ultra-rapidi (FF) si utilizzano per elettronica molto sensibile. Lo vogliamo catalogare per tensione e corrente sopportata? Vanno da pochi milliampere per l’elettronica fino a centinaia di ampere per applicazioni industriali, e da bassa tensione ad alta tensione delle reti di distribuzione. Le forme sono altrettanto varie: quelli più comuni sono i cilindri di vetro con filo in bella mostra, i modelli piatti si usano nelle auto mentre quelli in ceramica sono le soluzioni più resistenti.
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Posso usare un fusibile con amperaggio diverso?
No. Usare un fusibile sovradimensionato o sottodimensionato espone l’impianto a rischi di incendio, perché il cavo potrebbe surriscaldarsi prima che il fusibile intervenga. Oppure il fusibile si fonde subito anche quando non ci sono rischi. Rispetta sempre il valore indicato dal costruttore dell’apparecchio o dell’impianto.