Rettifica meccanica: di cosa si tratta?
Ci sono delle lavorazioni che possono fare la differenza quando decidi di migliorare la funzionalità e l’aspetto di un elemento metallico. Stiamo parlando, ad esempio, della barenatura o dell’alesatura da eseguire solo in centri specializzati. Ma anche della rettifica meccanica. Le possibilità sono differenti per chi cerca risultati di precisione.

L’obiettivo è quello di trasformare un elemento grezzo in qualcosa di finemente lavorato. In questi casi si va oltre la possibilità di forare il metallo e si ragiona, appunto, in termini di rettifica meccanica di precisione. Hai già sentito parlare di queste attività? Sai quando sono richieste e in cosa consistono? Ecco differenze e caratteristiche.
Cos’è la rettifica meccanica, definizione
La rettifica meccanica è un’operazione che permette di lavorare un blocco di materiale metallico. Opera attraverso l’asportazione del truciolo per mezzo di una mola abrasiva a grana fine ed estremamente dura che ruota ad alta velocità. Vale a dire tra 1.500 e 3.000 giri/minuto. La rettifica rientra nelle lavorazioni meccaniche che operano attraverso il principio della macinazione, con i piccoli grani abrasivi della mola che asportano materiale.
Ricordiamo che la rettifica con mola abrasiva si effettua soprattutto su lavorazioni metalliche con acciaio, ghisa, bronzo e alluminio ma non solo. Se utilizzi gli strumenti giusti, quest’attività può essere effettuata anche su altri materiali come il vetro, la ceramica e materiali compositi come vetroresina e fibra di carbonio.
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Quando si usa questa procedura?
Il principio della rettifica meccanica – da distinguere con il termine utilizzato come concetto di correzione – è quello di migliorare il risultato ottenuto da una precedente lavorazione come quella eseguita con fresa o tornio.
La rettifica si utilizza su pezzi per i quali è richiesta una notevole precisione di forma e dimensione, ma anche una bassissima rugosità superficiale. Tutto diventa ancora più performante se pensiamo che oggi questa lavorazione meccanica si applica attraverso sistemi CNC automatizzati che rendono l’operazione ancora più rigorosa.
Tipologie di rettifica meccanica
Esistono diverse soluzioni che permettono di risolvere ogni tipo di esigenza. La rettifica meccanica è un’attività piuttosto generica all’interno delle possibili lavorazioni meccaniche, a differenza di altri percorsi come ad esempio la lappatura che si trova alla fine di un percorso evolutivo e che riguarda rifiniture di estrema precisione.
Ben inteso, anche la rettifica rispetta questi criteri ma soddisfa anche delle esigenze più generiche. Quindi abbiamo diverse opzioni da scegliere prima di iniziare. Le principali sono quelle di superficie e cilindriche: la mola che si occupa della lavorazione per asportare materiale opera su pezzi piani o, appunto, di forma cilindrica.
Sullo stesso principio operativo abbiamo anche l’opzione interna. L’elemento abrasivo che si muove sul mandrino permette di rettificare un foro. Questo è il caso della rettifica meccanica che permette di operare sui cilindri di un motore, consumando una parte della superficie rovinata e aumentando anche la cilindrata.
Infatti, quest’operazione viene effettuata sia per recuperare motori che hanno subito danni alla superficie interna, sia per elaborare e aumentare la potenza. Esistono anche rettifiche specifiche per attività molto particolari come la lavorazione su ingranaggi, senza centri per pezzi lunghi o piccoli e a scorrimento per le forme complesse.
I parametri fondamentali della rettifica
La rettifica si effettua grazie a una macchina di precisione che fa ruotare un disco o un nastro abrasivo ad alta velocità, composto da un materiale più duro di quello da lavorare. Di solito parliamo di grani in ossido di alluminio o diamante tenuti insieme da un legante e che permettono di rimuovere uno strato di materiale in relazione a:
- Velocità: velocizzando il processo aumenti la temperatura e influenzi negativamente la precisione.
- Pressione: maggiore è la pressione, superiore è la frizione che si applica. Quindi, la temperatura aumenta.
- Refrigerante: utilizzare del liquido adeguato permette di tenere sotto controllo le distorsioni da calore.
Ritorniamo sull’argomento legato alla mola che effettua la rettifica. Anche qui abbiamo una serie di parametri da considerare come, ad esempio, la spaziatura dei grani e il materiale utilizzato per incollare questi elementi. Scegliere la giusta mola e i parametri operativi per la macchina vuol dire ottenere il miglior risultato possibile.
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Differenza tra lucidatura, lappatura e rettifica
Lucidatura, lappatura e rettifica non sono la stessa cosa. Sono tre lavorazioni diverse che portano a risultati diversi sulla finitura di una superficie. La rettifica è un’operazione di asportazione di materiale con mola abrasiva, usata per ottenere superfici molto precise e con tolleranze dimensionali strette. La lappatura è ancora più raffinata, la superficie viene lavorata tramite un lap (una piastra o utensile) e abrasivo liquido con dei margini in termini di micron. La lucidatura, invece, non elimina nulla: è un trattamento dove non si punta alla precisione dimensionale ma a rendere la superficie brillante.