Cos’è e a cosa serve un interruttore salvavita
Quando organizzi l’impianto elettrico di una casa devi valutare la presenza di un interruttore salvavita. Vale a dire, un dispositivo di sicurezza che interrompe il flusso di energia nel momento in cui si manifesta un’anomalia che potrebbe mettere in pericolo l’incolumità degli abitanti. Chi si occupa di energia elettrica e dei relativi impianti sa bene che con questa risorsa non si scherza e che la presenza di un differenziale può fare la differenza.

Non solo. L’interruttore salvavita è un obbligo: gli impianti a norma devono avere questo strumento indispensabile per evitare che un guasto tecnico o una disattenzione comporti un incidente più o meno grave. Capire come funziona e quali sono i dettagli di un differenziale vuol dire avere ben chiare le possibilità: ecco una piccola guida che ti spiega cos’è, a cosa serve e quali sono le risorse di un interruttore di sicurezza per la casa e per l’ufficio.
Cos’è un interruttore salvavita, definizione
Questo strumento è un vero e proprio interruttore che si trova nel quadro elettrico generale di ogni abitazione, ufficio o edificio commerciale. Si tratta di un elemento in grado di interrompere il flusso di energia elettrica nel momento in cui si presentano delle dispersioni o folgorazioni che potrebbero essere anche pericolose per l’uomo.
Si chiama differenziale proprio perché valuta la differenza tra ingresso e uscita dell’energia elettrica: se i valori sono differenti (a causa appunto di un’anomalia potenzialmente pericolosa) interrompe il flusso. I tempi sono minimi: in pochi millisecondi il salvavita interviene staccando l’energia elettrica ed evitando il peggio.
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Il salvavita è obbligatorio in casa?
Risolviamo immediatamente questo passaggio: sì, ogni impianto elettrico a norma (e non solo nelle abitazioni private) deve avere un interruttore differenziale. Nello specifico, questo presidio di sicurezza è regolamentato dal DM 22 gennaio 2008 n. 37 che si concentra sulle unità immobiliari ad uso abitativo realizzate prima del 13 marzo 1990. Per completare il quadro intervengono il DPR 6 dicembre 1991 n. 447 e la Legge 1º marzo 1968 n. 186.
Come funziona questo dispositivo?
Cerchiamo di dare una definizione semplificata del funzionamento dell’interruttore di sicurezza noto come Salvavita (nome legato alla registrazione del marchio BTicino nel 1965). Nel quadro elettrico arriva la corrente da parte della centrale che attraversa la casa e ritorna alla fonte dopo aver svolto il suo lavoro nell’abitazione.
Nel momento in cui avviene un superamento della soglia di sicurezza il salvavita scatta e scarica a terra l’energia. In questo modo è possibile risolvere il problema senza danni o infortuni. Per verificare se il salvavita è operativo è possibile utilizzare il tasto T che si trova su tutti i modelli in commercio: se non funziona, se non scatta, bisogna chiamare subito un elettricista professionista. Lo stesso vale nel momento in cui devi montare un salvavita.
Quando scatta il salvavita?
L’interruttore differenziale si attiva solo nel momento in cui si verifica una differenza di tensione in entrata o in uscita dall’impianto. Scatta anche quando non ci sono cavi ben isolati, se ci sono delle prese o degli interruttori con malfunzionamenti o se il collegamento a terra di un elettrodomestico non è operativo o a norma.
Il motivo principale che porta all’attivazione del salvavita è la dispersione di corrente, quando l’elettricità trova una via per disperdersi a terra e non per ritornare nel neutro. In alcuni casi, questo meccanismo può attivarsi anche per accumuli di polvere e umidità nei cavi o nelle prese: tutto questo può far scattare l’interruttore.
Differenza tra salvavita e contatore
Spesso non è il salvavita a scattare ma il contatore, ovvero l’elemento dell’impianto elettrico necessario come misuratore della quantità di energia elettrica consumata. Se c’è un sovraccarico di energia, entra in campo la protezione magnetotermica che mette al sicuro la struttura della rete elettrica interna della tua dimora.
Quale tipo di interruttore salvavita scegliere?
Partiamo da un punto essenziale: l’interruttore differenziale deve essere installato da un elettricista professionista, non possiamo intervenire con il fai da te dato che è un passaggio fondamentale per la sicurezza domestica ma anche pericoloso per chi non sa come muoversi. Inoltre, l’elettricista saprà quale tipo di interruttore scegliere:
- Differenziale AC: uno dei primi modelli introdotti, adatti a impianti domestici tradizionali senza apparecchi elettronici sofisticati.
- Interruttore A: una soluzione più sicura della tipologia AC, adatta a impianti con apparecchiature elettroniche articolate.
- Interruttore differenziale F: offre una protezione superiore per elettrodomestici come pompe di calore, climatizzatori, lavatrici moderne.
- Differenziale di tipo B: sono gli interruttori di sicurezza per applicazioni industriali ma anche impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica.
Bisogna ricordare che la versione B+ di quest’ultimo salvavita è perfetta per attività che esigono maggior sensibilità perché c’è pericolo incendio. Quindi bisogna evitare qualsiasi rischio da parte dell’impianto elettrico.