Guida tecnica per usare il seghetto da falegname e tagliare bene il legno
Questo è il punto da verificare: come usare il seghetto per il legno, quello che viene utilizzato da secoli nelle botteghe dei falegnami. Perché è vero che abbiamo a disposizione seghe a nastro, seghe circolari e a gattuccio.
Ma la versatilità, la semplicità e la sicurezza di un seghetto manuale per il legno sono una combinazione imbattibile. Senza dimenticare che se acquisti un modello di qualità – e fai manutenzione – puoi ottenere dei tagli precisi.
Infatti, il seghetto manuale per il legno non deve essere un ripiego e neanche un sinonimo di tagli imprecisi: una lama ben tenuta del seghetto a mano taglia bene se non meglio di un elettroutensile, ma bisogna sapere come usare il seghetto per il legno se non si vuol perdere tempo e rovinare il pezzo che stai lavorando.
La scelta del seghetto è decisiva
Se vuoi capire come usare il seghetto per il legno devi prima sapere che il modello fa la differenza. La scelta del seghetto giusto dipende dal tipo di taglio (dritto, curvo o di precisione) e dallo spessore del materiale da tagliare. Ad esempio, il segaccio da falegname con lama lunga e denti grandi toglie molto materiale rapidamente.
Questa è ideale per tagli dritti e veloci su assi, travetti e pannelli grezzi. Il seghetto giapponese Ryoba taglia a tirare, non a spinta: la lama sottile ti dà un taglio pulito con minimo sforzo, ed è perfetta per incastri di precisione.
Mentre per tagli curvi, sagome complesse e decorative c’è il seghetto da traforo, montato su un telaio che consente di manovrare con facilità l’utensile. In ogni caso, se non hai esigenze specifiche puoi tranquillamente acquistare un segaccio classico con dentatura media che offre 7-9 TPI, denti per pollice.
Da leggere: cos’è e come sfruttare il seghetto per il ferro
Tracciatura e posizionamento del pezzo
Se vuoi scoprire come tagliare il legno con un seghetto da falegname devi prendere in considerazione, prima di tutto, la fase preparativa: solo così puoi ottenere dei risultati precisi e degni di nota per il lavoro successivo.
Non procedere a occhio, questa è la regola sempre valida. Traccia la linea di taglio con matita e squadra da falegname su tutti i lati visibili del pezzo. Poi devi evitare movimenti non preventivati: fissa il legno al banco con dei morsetti perché se il pezzo vibra o si sposta, la lama devierà dalla linea per creare imperfezioni e scheggiature.
Un consiglio che ho notato durante le attività sul campo: i morsetti metallici tendono a rovinare e incidere il legno, utilizza perciò delle bacchette di compensato o dei profili di plastica per non far toccare direttamente la morsa metallica con il materiale che stai lavorando. E indossa sempre i tuoi DPI: occhiali e guanti sono indispensabili.
Crea la prima tacca per l’invito al taglio
Iniziamo a definire una linea di invito per mantenere la barra e la futura azione di taglio del pezzo di legno. Il primo errore da evitare: appoggiare la lama direttamente sopra la linea disegnata a matita, il classico lapis dei falegnami..
Posiziona i denti sul lato di scarto del pezzo, sfiorando il bordo esterno del tratto disegnato in modo da avere margine di lavorazione e poter togliere legno invece di ritrovarti con un vuoto da colmare. In questo caso il proverbio latino melius abundare quam deficere è giusto. Inizia il taglio tirando indietro il segaccio mantenendo un angolo di circa 45° sulla superficie, creando un solco d’invito. Il tutto deve avvenire senza forzare.
Inizia a tagliare con movimenti fluidi
Ora la tacca è stata creata, hai una sezione che ti permette di guidare la lama con la massima semplicità. Però la posizione del corpo è fondamentale: spalla, gomito e mano devono essere perfettamente allineati con la retta da seguire per tagliare il tuo pezzo di legno. Se la spalla non è allineata con il taglio? C’è un problema da risolvere.
La mano disegna un movimento ad arco e non una traiettoria dritta. Preferisci movimenti fluidi sfruttando l’intera lunghezza della lama, valorizzando il peso del segaccio per imprimere forza senza applicare pressione verso il basso.
Non è il tuo bicipite o il tuo deltoide a dover tagliare: servono i denti della lama per tagliare le fibre del legno. Ricorda che una presa eccessivamente stretta trasmette microrotazioni che incidono negativamente sulla qualità del taglio: mantieni una pressione minima sull’impugnatura. Un trucco è ben noto ai falegnami: stendere l’indice lungo il manico, come se stessi indicando la direzione, per guidare in modo naturale.
Attenzione al fine taglio: cosa fare?
Se la lama è curata e i denti sono come li hai acquistati, e segui tutti i consigli che ti ho dato, il taglio procede senza intoppi. Però la chiusura rischia di diventare una trappola per chi inizia a muovere i primi passi.
Quando stai per completare il taglio, rallenta il ritmo e mantieni il pezzo di scarto con la mano libera per evitare che il peso del legno si spezzi. Non è un dettaglio, rischi di rovinare le fibre dell’ultimo centimetro.
Che a loro volta possono segnare esteticamente il blocco. Dopo il taglio devi verificare il lavoro: utilizza una squadra da falegname a 90 gradi, appoggiala sul bordo per controllare che il taglio sia perfettamente dritto rispetto alla superficie e sullo spessore. E passa un po’ di carta vetrata con grana 120 o 180 lungo gli spigoli per eliminare le imperfezioni e le sfilacciature che inevitabilmente lasciano i denti quando concludono il lavoro.
Chiaramente, devi prenderti cura anche della lama del segaccio per fare in modo che sia sempre in grado di lavorare bene. Una volta terminato il lavoro, togli la segatura incastrata tra i denti con una spazzola a setole dure o un getto di aria del compressore. Sulla lama puoi passare anche un panno con olio protettivo o cera.



